7 gen 10
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Lead Generation

Lead, tradotto non letteralmente, significa nel gergo del web marketing “potenziale cliente”. Quindi Lead Generation significa questo: creazione di potenziali clienti.

Da che mondo e mondo, qualsiasi attività commerciale ha bisogno di clienti (più ce ne sono e meglio è!). Il lavoro del “lead generator” consiste, appunto, nel portare potenziali clienti ad un’azienda… azienda che non deve essere per forza sua, anzi la maggior parte delle volte NON lo è!

Come guadagna il “lead generator” (LG da adesso in poi)? Sostanzialmente in 5 modi:

1. Si fa pagare per “lead”: significa che l’azienda ti dà un tot per ogni potenziale cliente e/o contatto commerciale che gli procuri. Ovvio che la paga varia a seconda del tipo di azienda e di campagna di lead generation che viene messa in atto.

2. Si fa pagare per “sell”: ovvero prendi una percentuale per ogni vendita che l’azienda conclude grazie ai contatti che tu gli procuri.

3. Vende consulenza: ossia spieghi alle aziende cosa e come devono fare per acquisire clienti con Internet in maniera pratica ed economica.

4. Vieni pagato con un canone (in genere mensile) fino a quando fornisci questo tipo di servizio.

5. Ti prendi direttamente una percentuale sulle vendite che stabilisci, sin dall’inizio, con il commerciante vero e proprio.

E’ difficile questo lavoro? Secondo me NO, a patto di SAPERE bene come muoversi. Ti assicuro che in Italia ci sono persone (ancora pochissime a dire il vero) che fanno solo questo di lavoro e guadagnano molto bene, senza dover impazzire e/o investire chissà cosa.

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Inoltre, a differenza degli altri sistemi tradizionali di marketing, ciò che fai in Internet è TOTALMENTE tracciabile. Questo significa che puoi tenere ogni cosa sotto controllo, per capire quello che ti frutta ogni singolo centesimo investito.

Infatti, nelle classiche attività offline, frequentemente capita di affidarsi a delle agenzie di “marketing e comunicazione” per la propria pubblicità; col risultato finale che molto spesso si spendono migliaia e migliaia di euro senza però avere la più pallida idea di quelli che sono i REALI benefici che un investimento del genere ha prodotto.

Detto in soldoni: magari io spendo 3.000 euro in pubblicità, però il ritorno netto di incasso che ho sulle vendite ottenute grazie a questa pubblicità tradizionale è molto meno dei 3.000 euro investiti. Detto terra terra: ci ho RIMESSO! Ed il dramma è che, molto probabilmente, non avrò neanche degli strumenti per poter monitorare tutto questo… se non l’intuito (che a volte è tutto tranne che preciso!).

Questo con Internet NON succede, in quanto in ogni istante tu puoi monitorare quello che è il ROI e farti i tuoi calcoli di convenienza. Che cosa è il ROI? E’ un termine che, tradotto, significa “ritorno sull’investimento” e per guadagnarci deve essere sempre positivo.

In poche parole: se tu spendi una tot cifra in pubblicità, allora per guadagnarci devi incassare una somma superiore alla tot cifra che hai investito… altrimenti ci RIMETTI (ovviamente questa è una stima molto grossolana, perché non ho considerato le tasse, le spese per i fornitori, eventuali clienti insolventi, eccetera, eccetera).

I classici sistemi di pubblicità offline non permettono una stima del genere (come monitorare, ad esempio, il ROI di una campagna radiofonica??), mentre invece su Internet questo è possibile in maniera estremamente semplice.

Ritengo che lavorare nella Lead Generation sia un ottimo modo per guadagnare con Internet, si tratta insomma di una nuova professione potenzialmente molto remunerativa.


Fonte:
“Guadagnare online: tutta la verità!”
di Mark Cannelli, fondatore di “Semplifica”

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2 commenti.


  • MyAvatars 0.2 Chicco - Guadagnare con Internet (2 comments) scrive:

    Nella mia esperienza di Blogger ho avuto modo di sperimentare che anche le affiliazioni Pay per Lead sono le migliori (chiaramente dipende dall’offerta), in quanto consentono di ottenere un compenso senza dover convincere il lettore ad effettuare un acquisto (cosa decisamente più difficile).

    E’ chiaro che essere pagati per lead in molti casi vuol dire non ricevere eventuali commissini di vendita (che in alcuni casi possono essere ripetute anche per acquisti successivi), ma è anche vero che bisogna sempre tenere presente che su 1.000 lettori circa 10 forniranno i propri dati, ma solo uno di loro (se siamo fortunati) porterà a termine un acquisto (questi dati sono chiaramente indicativi).

    Considerando che esistono programmi che per ogni lead pagano 20€ (altri anche di più) il Pay per Lead è una tecnica, a mio giudizio, da tenere in altissima considerazione.
    Un post dal mio Blog: Al via la nuova affiliazione di eFarm Group

    • MyAvatars 0.2 Andrea Barbagallo (76 comments) scrive:

      Ciao e grazie per questo tuo approfondimento su di una particolare tipologia di affiliazioni che, anche secondo me, merita senz’altro di essere presa in considerazione.

      Anche io, infatti, ho lavorato e lavoro tutt’ora (non su questo blog) con il Pay per Lead (PPL) e posso testimoniare che funziona, specie se lo si applica nel modo giusto. Per “modo giusto” intendo inserendo i propri link di affiliato all’interno di singoli post dedicati alla recensione dello stesso prodotto che si desidera promuovere. Se invece ci si limita a spalmare qualche (o anche tanti) banner sul proprio blog, il Pay per Lead rende meno di AdSense. Lo stesso principio, ovviamente, vale anche per tutte le altre tipologie di affiliazione.

      Concludo aggiungendo altre due raccomandazioni valide per chiunque voglia cimentarsi con il business delle affiliazioni online:

      1) evitare come la peste quelle affiliazioni Pay per Sale (PPS) con la quale si viene pagati molto poco e solo per la singola vendita: in questo caso infatti si hanno tutti gli svantaggi sin qui analizzati e nessun vantaggio specifico;

      2) evitare di mischiare nella stessa pagina campagne PPL e PPS: le prime tenderebbero a vanificare le seconde.

      P.S. – La Lead Generation (di cui parla questo post) è una cosa diversa dall’affiliazione: quest’ultima verrà trattata nel prossimo post.

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