28 lug 09
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Leadership

Molto è stato scritto sulla leadership e sugli stili di leadership. Pertanto per chi intende approfondire questo tema consiglio di consultare la letteratura sull’argomento, ad esempio i contributi di Lewin (1939); Stogdill (1948) e Mann (1959). Nel trattare il tema della leadership farò invece riferimento alle ricerche condotte da Likert intorno agli anni ’60 e ai dati da esse emersi sugli stili di leadership. Ho scelto l’approccio di questo autore perché i risultati da lui ottenuti sono quelli, oggi, utilizzati in maniera considerevole quando si tratta la questione della leadership all’interno delle Aziende.

Ritengo comunque opportuno, prima di addentrarci nelle tipologie di leadership, definire nella maniera più chiara e concisa possibile chi è un leader e cos’è la leadership. La parola leader deriva dal verbo inglese to lead, che significa guidare, condurre, dirigere. Il leader è l’individuo che sa guidare un gruppo di persone (i followers, cioè coloro che seguono); è colui che conduce la squadra al raggiungimento degli obiettivi; è colui che ha chiaro quali sono gli obiettivi verso cui tendere e sa motivare il gruppo affinché vengano raggiunti.

La leadership è la capacità che il soggetto possiede nel fare tutto ciò.

Nell’immaginario collettivo il leader è il capo di una divisione in azienda, forte e determinato. In realtà questo è solo uno dei tanti modi di essere leader. Non esiste uno stile «universale» e giusto di leadership, poiché a seconda del contesto è preferibile uno stile piuttosto che un altro, e nel medesimo contesto non esiste uno stile che va sempre bene. E’ invece preferibile se il leader sa modulare il proprio stile a seconda delle circostanze. Pertanto può essere leader un milite della croce verde che riesce a gestire e dirigere gli eventi in una situazione di emergenza, così come è leader il ragazzino che stabilisce le regole di un gioco.

Likert aveva individuato quattro stili di leadership per cogliere le differenti sfumature presenti nel management aziendale.

1 Autoritario-minaccioso

Il leader prende in maniera autonoma ed indipendente tutte le decisione, egli decide cosa fare, come farlo e quali sono i tempi necessari per farlo. In questa modalità la comunicazione è unidirezionale, dall’alto al basso, in quanto il leader non ascolta il parere del gruppo, ma interagisce con esso solo per comunicare le decisioni prese.

2 Autoritario benevolente

Il leader ricorre a ricompense per incoraggiare la prestazione. La comunicazione con il gruppo, in questa modalità, è presente in misura maggiore rispetto allo stile precedente, ma la maggior parte delle decisioni viene comunque presa dal top management.

3 Consultativo

Il leader ricorre a ricompense appropriate. La comunicazione con il gruppo di lavoro è bidirezionale, in questo modo è maggiore il contributo dei collaboratori (i followers) al processo decisionale. In ogni caso le decisioni di maggior rilievo continuano ad essere prese dal vertice.

4 Partecipativo

L’enfasi qui è sulla costruzione di una rete di comunicazione efficace. Il management e i collaboratori sono psicologicamente vicini e collaborano in maniera costruttiva per risolvere un problema che riguarda l’intera organizzazione. Le decisioni sono prese in maniera democratica, il parere di tutti viene ascoltato e tenuto in considerazione per la soluzione del problema. Un approccio di questo tipo consente ai componenti del team di prendere parte al processo decisionale, si sentono coinvolti nel progetto e questo aiuta il leader a fare in modo che gli obiettivi di ciascun individuo coincidano con quelli dell’azienda. Generalmente quando è presente un approccio partecipativo il rendimento e la performance sono migliori e questo perché il leader riesce ad instaurare una migliore comunicazione con il proprio team, ha l’occasione e di conoscere meglio le singole persone; che prendendo parte al processo decisionale “posso dire la loro”, sentendosi così di poter contribuire al progetto aziendale. Attraverso questo processo di conoscenza reciproca e di mediazione tra le diverse esigenze, gli obiettivi dell’individuo si avvicineranno sempre più a quelli aziendali.

Di primo acchito sembra quindi che lo stile consigliabile sia l’ultimo, in realtà non sempre è così, perché come è stato detto prima non esiste uno stile migliore, ma esso è determinato dallo specifico ambiente e dalla specifica circostanza nella quale viene richiesta la leadership.

Il vero leader è comunque in genere colui che sa quando agire, sa come farlo e sa coinvolgere gli altri nel farlo.

E tu, ti consideri un leader? Se si, in quali contesti specifici? Secondo te qual’è il segreto di un vero leader?

possibile
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